Giornata della Memoria: nulla è più spaventoso e sinistro della memoria…
Scritto da admin | in Dal mondo | il 28-01-2012
Dalla sezione: Ennio/segni logici/ di questo blog
Giornata della Memoria 27/genn. 2012
“Nulla è più spaventoso e sinistro della memoria, soltanto quel che non cessa di dolorare resta nella memoria”.
Avverte Georges Bataille: “per capire Nietzsche non serve leggerlo dall’esterno o catturarlo ideologicamente, come ha fatto il nazismo, occorre stendersi su di lui, essere dei suoi”
Recensione di “Arrivederci Italia” su Folk Bulletin
Scritto da admin | in Senza categoria, Varie | il 23-01-2012
Si avverte la necessità di opere come Arrivederci Italia, quinto CD di Ennio Rega, pubblicato dall’etichetta indipendente Scaramuccia Music, imperniato su di una canzone d’autore che pur mettendo al centro il testo, il messaggio, non riduce il vestito sonoro a mera cornice né si appiglia alla sola tradizione melodica. L’autore d’origine cilentana, trapiantato nella Capitale sin dalla pre-adolescenza, oltrepassa i codici e le convenzioni della canzone facendo scorrere senza freni la parola cantata. (Ciro De Rosa)
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Puttane per hobby? Ruffiani e leccapiedi
Scritto da admin | in Senza categoria, Varie | il 16-01-2012
Ennio Rega il cantore dei perdenti di talento. “Arrivederci Italia” un album da ascoltare e meditare
Jazzista? Non è così semplice come sembra. Ennio Rega, ecco il nome del nostro, per descriverlo i critici che sanno il fatto loro scomodano De Andrè… E poi Piero Ciampi. La sua vita non è da tutti: l’infanzia in carcere ma al seguito del padre unico guardiano – secondino dell’allora carcere di Roccadaspide, i galeotti come baby sitter, la partecipazione agli scontri di Valle Giulia, nel 68 romano, quando di anni ne aveva quattordici. Pochi anni fa, all’apice del successo professionale, da architetto di grido, ha chiuso lo studio per fare il cantautore a tempo pieno. C’è un personale conflitto d’interesse in questa recensione. Siamo nati entrambi alla fine di febbraio…e può passare, ma tra i brani che Rega ha scritto ed esegue c’è “Oreste è solo”. E’ ispirato direttamente alla mia vita di giornalista “di prossimità”, uno che “che non è mai stato dalla parte dei preti e delle puttane per hobby”. Licenza poetica dell’artista. Insieme con quelle di un pittore e di un pianista, vuole raccontare certe condizioni umane di questi tempi. Di noi perdenti di talento che tanto affascinano l’artista originario tra Roccadaspide e Castel San Lorenzo. “Arrivederci Italia” è il suo ultimo album. Ai suoi compaesani farà piacere sapere che al centro c’è “La BALLATA DELLA VIA LARGA”, dolce e poetica ma anche rabbiosa e provocatoria, una lirica intensa che si scaglia contro il conformismo oscuro e demenziale di un’Italia che vuole condannare all’oblio il sogno e la poesia: “I figli della via larga sono felici perché amati ma la via larga non ha figli del niente non ci si meravigli…” Ennio Rega aveva già cantato questa salita del suo paese nativo nel brano LUCCIOLE, primo album del 1994 presentato al Premio Tenco. (Oreste Mottola)
Il Tempo: Un grande chansonnier tra sogni e disincanto
Scritto da admin | in Dal mondo, Rassegna, Recensioni | il 11-01-2012
Il disco “Arrivederci Italia” di Ennio Rega sarà anche uno spettacolo teatrale
Scritto da admin | in Backstage, Eventi, Senza categoria | il 09-01-2012
Si chiamerà “Arrivederci Italia” dall’omonimo disco pubblicato a fine settembre 2011. La prima nazionale dello spettacolo teatrale scritto da Ennio Rega è prevista nella primavera 2012
Negli ultimi mesi alle prese con la stesura di un testo che si confronta ironicamente con la storia e la memoria, Ennio Rega ha scritto, intorno ai brani del nuovo album (che eseguirà in scena), nuovi racconti da interpretare come rilettura di una storia recente la cui verità è stata distorta o dimenticata. Non sarà teatro politico nè teatro civile o di prosa, sarà uno spettacolo di narrazione, sul palco dietro di Ennio al pianoforte ci saranno i suoi musicisti ma la performance si articolerà come teatro di narrazione e non teatro-canzone in senso stretto. “Arrivederci Italia” è un monologo che tra musica e parole e spunti comici affronta tematiche civili attraverso un’autobiografia semiseria.

