RECENSIONI “ARRIVEDERCI ITALIA”

“Arrivederci Italia”

le prime recensioni

 

Rockerilla: “Ennio Rega ci ha abituati a lavori di grande intensità poetica… Rega graffia e commuove con il suo stile personalissimo…aggirandosi con incauta irriverenza tra grappoli di parole taglienti e irrimediabilmente romantiche, illuminate da un’intelligenza fine e da un’arte esperta. Amaro, ironico, necessario.”(A. Hellmann)

L’Isola che non c’era:”tutte le carte in regola” per rientrare di diritto fra quelli che contano…i testi tutti sempre innervati da un’originalità, un’urgenza, che non possono lasciare tiepidi…un abito musicale pieno, solido, mai generico o edulcorato. Il prosieguo non fa che confermare tali good vibrations iniziali, allargando il concetto, entro una proposta – una poetica – così fortemente identitaria, all’interpretazione…” (A. Bazzurro)

Il Tempo: “Una delle responsabilità storiche del milieu discografico italiano è di non aver mai concesso la dovuta attenzione ad Ennio Rega…un’irriverenza cinica mai domata, un piacere per la costruzione dei brani che li caratterizza ad uno ad uno”. (S.  Mannucci)

Trashic: “Un capolavoro di versi e suggestioni visive che se messe a fuoco risultano tanto vere. La rabbia che si evince in “Sbriciolo ai corvi”…il racconto geniale de “La curva del gatto”, lo strano personaggio “Giovannino” , l’ omaggio a Luigi Tenco…Davvero tutto da scoprire questo album” (S.D)

Il Manifesto: “Nel panorama della canzone  d’autore Ennio Rega è un personaggio atipico, non riconducibile a nessuna scuola, di forte ispirazione letteraria, molto prossimo al Brel delle brume del nord con i suoi ricordi sommessi e la sua indignazione gridata. I suoi testi  sono intrisi di denuncia sociale, traboccano di rabbia e sgomento, sono morali e, in questo, ricordano un Rino Gaetano crepuscolare ” (A. Colonna)

Il  Mattino:L’ultimo dei cantautori”,  Ennio Rega  ha sfornato un disco feroce, più un atto di disgusto che manifesto in stile indignados… nonostante l’arma dell’ironia spesso il dolore/rancore sgorga così abbondante da piegare le canzoni in racconti sonori. Fa bene al cuore sapere che esistono ancora  “prodotti” così “indomiti” e “indomabili”, “diversi”, davvero schierati in “direzione ostinata e contraria” (F. Vacalebre)

Liberazione: “Ennio Rega, cantautore irriverente, attento musicista e compositore raffinato, ci regala qualità fatta di note, suoni e parole…come non sognare insieme a lui mentre la stanca e tormentata Italia scende in piazza?”(T. Barillà)

Folk Bulletin: Si avverte la necessità di opere come Arrivederci Italia,  imperniato su di una canzone d’autore che pur mettendo al centro il testo, il messaggio, non riduce il vestito sonoro a mera cornice. Rega scava tra le pieghe della marginalità urbana, mette in mostra crudezze, meschinità e debolezze di un’umanità notturna (Ciro De Rosa)

Mescalina:”un album sorprendente per lucidità e spessore…è difficile paragonarlo ad altri colleghi cantautori per la sua poetica così personale e trasversale. Le canzoni sono dinamiche, una frenesia rapsodica che non ha paragoni” (F. Bove)

Bresciaoggi: “E’ l’epitaffio che mancava ad una certo tipo di società ormai al capolinea. All’Italia irrilevante che l’impagabile Rega racconta impietosamente nel brano omonimo…mescolando jazz e vis popolare in un affresco irruente e incontenibile” (C. Andrizzi)

Musicalnews: Se Ennio Rega ha forse cristallizzato il cantautorato più innovativo, Zorn sta proseguendo da tempo la sperimentazione tra musica colta e pop.
E chi stende queste pagine appare come un poeta che si mette a nudo. (A. Ranalli)

Suono:   ” …se siano le parole a correre a perdifiato dietro la musica o se  sia la musica a creare se stessa ad ogni istante sotto l’incantesimo delle parole. E’ l’epos della quotidianità, e Rega,  bisogna dirlo, lo interpreta piuttosto bene”    (D. De Ritis)

Left: “Mescolando Jazz, musica classica e popolare Ennio Rega realizza un album di alta tensione poetica, ma che è anche un duro J’accuse all’Italia delle speranze di democrazia del tutto tradite” (F. Sisti)

Raro: “Nuovo album per Ennio Rega, il suo quarto e sicuramente il più maturo e diretto. Rega offre anche un delicato omaggio a Luigi Tenco incidendo la sua versione di Ragazzo mio” (F. Fratarcangeli)

Bielle:”…una tavolozza di note, suoni, accordi, che rintracciano in Rega un musicista eclettico e di gran classe…Rega è bravo anzi di più” (M. Bonanno)

Mentelocale.it :  “ tra linee melodiche inattese e testi capaci di spiazzare, Rega fa capire come la musica d’autore sia ancora cosa viva. Arrivederci Italia resta un affresco di grande attualità, un barnum dove si incontrano cafoni piccoli e grandi, fuoriserie in leasing e miserie umane dai portafogli stracolmi “(M. Paoletti)

Blogfoolk:” uno dei più raffinati cantautori in circolazione pubblicando dischi di grande spessore artistico…brani di grande pregio. Un disco di grande attualità, un ritratto senza sconti ma di grande forza poetica” (S. Esposito)

Bravo online:”…ci ha così donato, ancora una volta, la sua personalissima visione, confermando che il suo modo di fare musica resta difficilmente catalogabile, mai omologabile, prezioso” (F. Antonelli)

Università.it:”da sempre attento ai temi sociali e impegnato in un ennesimo grido d’allarme per le sorti del Paese nell’ultimo album “Arrivederci Italia” (R. Lupoli)

Anima Jazz:  “uno tra i più importanti cantautori di questo periodo Ennio Rega con “Arrivederci Italia” (B. Pollacci)

Unico: Cantore dei perdenti di talento. “Arrivederci Italia” un album da ascoltare e meditare. Ennio Rega, per descriverlo i critici che sanno il fatto loro scomodano De Andrè…” (O. Mottola)

NewsCinema:“Un album sull’incapacità di comunicazione nell’Italia di oggi, dove l’ironia e l’impegno civile sono il filo rosso che unisce il tutto. Ennio Rega regala un altra prova del suo talento di cantautore” (E. Bianchi)

Radio Beckwith:”…ambientazioni fumose e pesanti, piene di immagini che si susseguono, anche dolorosamente, perché Rega racconta le storie di tutti, anche le storie di chi è stato dimenticato. Musica da non perdere”(R.B.E.)

MusicMap:  “Musica e parole di forte intensità poetica….storie di amara ironia calate in un’analisi del sociale che non fa sconti a nessuno”(M.M.)

Fattitaliani.it: “Il raffinato cantautore salernitano torna a pubblicare un disco dopo quattro anni che si muove tra atmosfere jazz e la più elegante canzone d’autore di “contiana” memoria” (G. Morra)

La Buona Luna: “Arrivederci Italia” e ricco di testi caustici, magmatici, a volte quasi visionari, dalle iniziali Sbriciolo ai corvi e Il più labile dei dati, a un po’ tutto il resto. Tipo Italia Irrilevante” (A. Bazzurro)

Città Nuova:  “E’ uno dei più talentuosi e sottovalutati cantautori nostrani… poetica ruspante e colta insieme:  parole come pietre, e suoni come salsa piccante” (F. Coriasco)

L’isola della Musica Italiana: ” l’artista salernitano scuote e interroga l’ascoltatore, lo costringe a non lasciarsi cadere addosso la sua musica…..il nuovo lavoro traccia anche un profilo più ampio delle sue doti di fine affabulatore”  (V. Formenti)