RECENSIONI “ARRIVEDERCI ITALIA”

TERRA SPORCA- recensioni

 

AVVENIRE:  …parole dette in bell’italiano  magnifici versi che qua e là si stagliano a cantare l’amore che muore con disperazione post-romantica degna di un Ciampi (non ti ho mai fatto un regalo). In Terra sporca ci sono composizioni sapienti, dolcezze intense quanto ignare di ogni retorica. Ennio Rega rappresenta il miglior cantautorato che resiste (Andrea Pedrinelli)

BRESCIAOGGI: Se vi stavate domandando dov’è finito lo spirito di denuncia della canzone d’autore, non cercate oltre: è tornato Ennio Rega. Ed è come calarsi in un mondo che non racconta più nessuno (Claudio Andrizzi)

 

 

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“Arrivederci Italia”

le prime recensioni

 

Rockerilla: “Ennio Rega ci ha abituati a lavori di grande intensità poetica… Rega graffia e commuove con il suo stile personalissimo…aggirandosi con incauta irriverenza tra grappoli di parole taglienti e irrimediabilmente romantiche, illuminate da un’intelligenza fine e da un’arte esperta. Amaro, ironico, necessario.”(A. Hellmann)

L’Isola che non c’era:”tutte le carte in regola” per rientrare di diritto fra quelli che contano…i testi tutti sempre innervati da un’originalità, un’urgenza, che non possono lasciare tiepidi…un abito musicale pieno, solido, mai generico o edulcorato. Il prosieguo non fa che confermare tali good vibrations iniziali, allargando il concetto, entro una proposta – una poetica – così fortemente identitaria, all’interpretazione…” (A. Bazzurro)

Il Tempo: “Una delle responsabilità storiche del milieu discografico italiano è di non aver mai concesso la dovuta attenzione ad Ennio Rega…un’irriverenza cinica mai domata, un piacere per la costruzione dei brani che li caratterizza ad uno ad uno”. (S.  Mannucci)

Trashic: “Un capolavoro di versi e suggestioni visive che se messe a fuoco risultano tanto vere. La rabbia che si evince in “Sbriciolo ai corvi”…il racconto geniale de “La curva del gatto”, lo strano personaggio “Giovannino” , l’ omaggio a Luigi Tenco…Davvero tutto da scoprire questo album” (S.D)

Il Manifesto: “Nel panorama della canzone  d’autore Ennio Rega è un personaggio atipico, non riconducibile a nessuna scuola, di forte ispirazione letteraria, molto prossimo al Brel delle brume del nord con i suoi ricordi sommessi e la sua indignazione gridata. I suoi testi  sono intrisi di denuncia sociale, traboccano di rabbia e sgomento, sono morali e, in questo, ricordano un Rino Gaetano crepuscolare ” (A. Colonna)

La Repubblica:   “Diario sonoro nel quale il musicista narra, talvolta fischiettando amaramente, di un Paese cafone e triste, minaccioso e prepotente. Rega in forma di reggae e di ballad morbide, di atmosfere ondeggiandi tra lo ska e il folk, fotografa ambizioni nel porno e scene da bar, solitudini, piccole sarte, contrabbandieri e prostitute. Citando le periferie di un’”Italia irrilevante” o “La buca” dove sprofondano silenziosamente, e nella distrazione dei benpensanti, tutti gli immigrati originari dell’Uzbekistan o africani”  (G. Valentino)

Il  Mattino:L’ultimo dei cantautori”,  Ennio Rega  ha sfornato un disco feroce, più un atto di disgusto che manifesto in stile indignados… nonostante l’arma dell’ironia spesso il dolore/rancore sgorga così abbondante da piegare le canzoni in racconti sonori. Fa bene al cuore sapere che esistono ancora  “prodotti” così “indomiti” e “indomabili”, “diversi”, davvero schierati in “direzione ostinata e contraria” (F. Vacalebre)

Liberazione: “Ennio Rega, cantautore irriverente, attento musicista e compositore raffinato, ci regala qualità fatta di note, suoni e parole…come non sognare insieme a lui mentre la stanca e tormentata Italia scende in piazza?”(T. Barillà)

Folk Bulletin: Si avverte la necessità di opere come Arrivederci Italia,  imperniato su di una canzone d’autore che pur mettendo al centro il testo, il messaggio, non riduce il vestito sonoro a mera cornice. Rega scava tra le pieghe della marginalità urbana, mette in mostra crudezze, meschinità e debolezze di un’umanità notturna (Ciro De Rosa)

Mescalina:”un album sorprendente per lucidità e spessore…è difficile paragonarlo ad altri colleghi cantautori per la sua poetica così personale e trasversale. Le canzoni sono dinamiche, una frenesia rapsodica che non ha paragoni” (F. Bove)

Bresciaoggi: “E’ l’epitaffio che mancava ad una certo tipo di società ormai al capolinea. All’Italia irrilevante che l’impagabile Rega racconta impietosamente nel brano omonimo…mescolando jazz e vis popolare in un affresco irruente e incontenibile” (C. Andrizzi)

Musicalnews: Se Ennio Rega ha forse cristallizzato il cantautorato più innovativo, Zorn sta proseguendo da tempo la sperimentazione tra musica colta e pop.
E chi stende queste pagine appare come un poeta che si mette a nudo. (A. Ranalli)

Suono:   ” …se siano le parole a correre a perdifiato dietro la musica o se  sia la musica a creare se stessa ad ogni istante sotto l’incantesimo delle parole. E’ l’epos della quotidianità, e Rega,  bisogna dirlo, lo interpreta piuttosto bene”    (D. De Ritis)

Carta Giovani:  Un disco che rispecchia l’urgenza tipica di chi ha molto da dire, dove l’ironia e l’impegno civile sono il filo rosso che unisce il tutto.  Ennio Rega regala un’altra prova del suo talento di cantautore e  riesce a far trasparire speranza nel cambiamento  con “Ballata della via larga”. (E. Bianchi)

Left: “Mescolando Jazz, musica classica e popolare Ennio Rega realizza un album di alta tensione poetica, ma che è anche un duro J’accuse all’Italia delle speranze di democrazia del tutto tradite” (F. Sisti)

Raro: “Nuovo album per Ennio Rega, il suo quarto e sicuramente il più maturo e diretto. Rega offre anche un delicato omaggio a Luigi Tenco incidendo la sua versione di Ragazzo mio” (F. Fratarcangeli)

Musikbox: Un indiscutibile passo avanti in una discografia già ricca di opriginalità, c’è una musicalità ancora più ricca e spessa, ci sono tutte le parole che servono per raccontare certe storie nel migliore dei modi. Ennio Rega non molla. Per fortuna (A. Iachino)

Bielle:”…una tavolozza di note, suoni, accordi, che rintracciano in Rega un musicista eclettico e di gran classe…Rega è bravo anzi di più” (M. Bonanno)

Mentelocale.it:  “ Rega fa capire come la musica d’autore sia ancora cosa viva. Arrivederci Italia resta un affresco di grande attualità, un barnum dove si incontrano cafoni piccoli e grandi, fuoriserie in leasing e miserie umane dai portafogli stracolmi. Un album d’autore, un disco solido “(M. Paoletti)

Blogfoolk:” uno dei più raffinati cantautori in circolazione pubblicando dischi di grande spessore artistico…brani di grande pregio. Un disco di grande attualità, un ritratto senza sconti ma di grande forza poetica” (S. Esposito)

Bravo online:”…ci ha così donato, ancora una volta, la sua personalissima visione, confermando che il suo modo di fare musica resta difficilmente catalogabile, mai omologabile, prezioso” (F. Antonelli)

Università.it:”da sempre attento ai temi sociali e impegnato in un ennesimo grido d’allarme per le sorti del Paese nell’ultimo album “Arrivederci Italia” (R. Lupoli)

La musica è leggera: Ennio Rega è una figura assai singolare; ci ha dato alcune belle canzoni “politiche”  (“La buca” per esempio) e testi interessanti sulle nevrosi metropolitane. Ma soprattutto scrive musiche, e le interpreta, con uno stile che dissocia voce e piano, prima sovrapponendoli e, poi, allontanandoli, ottenendo l’effetto di una sorta di doppio ascolto, dove la partitura sostiene le parole e poi le lancia altrove; e dove le parole, liberamente, tornano a raggiungere la musica e a scivolare in essa. (L. Manconi)

Effettonapoli.it: uno dei più appartati e talentuosi cantautori italiani, incensato dalla critica più avveduta per il notevole valore letterario dei suoi testi (riconosciuto al Premio Tenco) si contraddistingue per una grande versatilità compositiva e letteraria, per l’elegia della «vita di bohème», per la raffinatezza delle soluzioni musicali… (S. Iorio)

Il Quotidiano della Calabria: “Arrivederci Italia è una cartolina dolente, una finestra scura (sebbene ironica) sul nostro presente, sullo sconforto e l’innocenza. Rega,la cui musica si nutre di una complessità contaminata dal jazz e dalla musica etnica, si definisce “cantautore per forza” . Assai atipico,e assai più musicista, l’artista cilentano è nemico della banalità e dei clichè.” (G. Veltri)

Anima Jazz:  “uno tra i più importanti cantautori di questo periodo Ennio Rega con “Arrivederci Italia” (B. Pollacci)

Unico: Cantore dei perdenti di talento. “Arrivederci Italia” un album da ascoltare e meditare. Ennio Rega, per descriverlo i critici che sanno il fatto loro scomodano De Andrè…” (O. Mottola)

NewsCinema:“Un album sull’incapacità di comunicazione nell’Italia di oggi, dove l’ironia e l’impegno civile sono il filo rosso che unisce il tutto. Ennio Rega regala un altra prova del suo talento di cantautore” (E. Bianchi)

Radio Beckwith:”…ambientazioni fumose e pesanti, piene di immagini che si susseguono, anche dolorosamente, perché Rega racconta le storie di tutti, anche le storie di chi è stato dimenticato. Musica da non perdere”(R.B.E.)

MusicMap:  “Musica e parole di forte intensità poetica….storie di amara ironia calate in un’analisi del sociale che non fa sconti a nessuno”(M.M.)

Fattitaliani.it: “Il raffinato cantautore salernitano torna a pubblicare un disco dopo quattro anni che si muove tra atmosfere jazz e la più elegante canzone d’autore. (G. Morra)

La Buona Luna: “Arrivederci Italia” e ricco di testi caustici, magmatici, a volte quasi visionari, dalle iniziali Sbriciolo ai corvi e Il più labile dei dati, a un po’ tutto il resto. Tipo Italia Irrilevante” (A. Bazzurro)

Città Nuova:  “E’ uno dei più talentuosi cantautori nostrani… poetica ruspante e colta insieme:  parole come pietre, e suoni come salsa piccante” (F. Coriasco)

L’isola della Musica Italiana: ” l’artista salernitano scuote e interroga l’ascoltatore, lo costringe a non lasciarsi cadere addosso la sua musica…..il nuovo lavoro traccia anche un profilo più ampio delle sue doti di fine affabulatore”  (V. Formenti)

Erzebeth:  Tra gli album più interessanti di ultima pubblicazione c’è “Arrivederci Italia”. Lo stile di Ennio Rega, raffinato ed essenziale, a tratti tagliente, ci riporta nell’era di chi ha fatto grande la canzone d’autore.  (E. Di Dio Russo)

 Altritaliani:  il suo j’accuse ad un’Italia smarrita, senza pensiero critico, dalla civiltà crollata. Scomodo, diretto e poetico (P. Bizzini)

Musicamag.com (un’altra musica): un’ora di ottima musica in compagnia di un Ennio Rega in splendida forma artistica… molto toccante “Rosa di fiori finti” storia di una cugina costretta ad emigrare in Svizzera a fare l’operaia tessile con turni massacranti, abbandonata dal padre perché considerata una poco di buono “abbandonatasi nei ciclamini in una felceta, sulla pelle dorata di uno sfregiato analfabeta”. (G. Cordiero)