
La
nostra giovinezza se ne andò per aria
lenta, come un lampo
se ne andò col freddo
anche l'estate ed Aldo
Vicino Piazza Farnese
lo sciancato si distese
mandò un urlo interno e se ne andò
dritto all'inferno
Ma noi riportammo
a casa la pelle
noi che eravamo come Aldo il ribelle
noi che ancora
ci rende ubriachi la luna
Poggiati al muro
che ancora
ci versiamo addosso il sole
nel silenzio della notte
Nel volo della fantasia si scagliò con
impeto
non più nella pelle
Aldo danzò sulle punte dell'Himalaya
la nostra grande vita, nel volo della fantasia
Aldo aveva fatto il suo tempo
bevuto senza limiti
senza terra sotto i piedi
senza un'idea dell'ora e del giorno
Dell'anno o del mese
dei teatri e le chiese
tra i portoni il rifiuto
seguiva un pò la strada
Un pò i colombi sui selci
gli uccelli sui rami
finchè gli scivolò
alle spalle la vita
E guardò
la vita
dietro
di se
Nel volo della fantasia si scagliò.......
Aldo non era uno comune
uno col radiomobile
product manager brillante, eclettico
lui era davvero estraneo
Al giorno che cominciava
al dolore che arrivava
balbettava appena
con la luce del vino e
Fece piangere i sassi
tra la gente
capì
e parlò alle statue
Alle fontane
al fiume incollato sulle piume
tanto in alto volò
Nel volo della fantasia si scagliò...........